La NATO entra in una fase di trasformazione senza precedenti, nella quale gli alleati europei e il Canada saranno chiamati non soltanto ad aumentare la spesa militare, ma anche a sostituire progressivamente parte delle capacità finora garantite dagli Stati Uniti. Ad annunciarlo è stato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, in conferenza stampa al termine di una riunione dei ministri della Difesa dell’Alleanza atlantica in cui il segretario statunitense alla Difesa americano, Pete Hegseth, ha confermato una revisione, della durata massima di sei mesi, dello schieramento delle forze statunitensi sul territorio europeo.
Parlando ai giornalisti, Rutte ha descritto il processo come la costruzione di una “NATO 3.0”: un’Alleanza più equilibrata, nella quale un’Europa più forte assuma maggiori responsabilità, pur continuando a beneficiare della potenza militare americana.
Rutte ha evitato di commentare direttamente le dichiarazioni più dure del rappresentante americano che durante la riunione ha attaccato quei Paesi alleati che continuano a investire troppo poco nella difesa o che hanno negato sostegno a Washington durante il conflitto con l’Iran. “Non commento ogni parola che ogni Paese alleato pronuncia”, ha risposto ai giornalisti. Il segretario generale ha però riconosciuto che gli Stati Uniti stanno modificando il proprio contributo al modello di forze della NATO e che gli alleati dovranno colmare gli spazi lasciati progressivamente liberi da Washington.
“La pianificazione è cruciale se vogliamo essere preparati”, ha spiegato. Secondo il segretario generale dell’Alleanza atlantica, alcune delle capacità richieste risultano già interamente coperte dagli alleati, altre sono quasi complete, mentre per altre ancora resta molto lavoro da fare. Il rischio è che la riduzione del contributo americano avvenga più rapidamente rispetto alla capacità europea di sostituire assetti particolarmente complessi, come velivoli da combattimento, sistemi di sorveglianza, rifornimento in volo, capacità navali e armi per colpire obiettivi a lunga distanza.
Gli Stati Uniti preparano il disimpegno dall’Europa, mentre prende forma la NATO 3.0
Più spesa, ma soprattutto più capacità operative
La ministeriale ha confermato l’impegno degli alleati a portare la spesa per la difesa al 5 per cento del prodotto interno lordo entro il 2035. Secondo Rutte, alcuni Paesi potrebbero raggiungere l’obiettivo già nel corso di quest’anno, con largo anticipo rispetto alla scadenza stabilita.
Europa e Canada hanno aumentato gli investimenti nella difesa di oltre 90 miliardi di dollari in termini reali durante lo scorso anno, pari a 139 miliardi in termini nominali. Si tratta, ha sottolineato il segretario generale, di un incremento storico. Ma l’aumento delle risorse finanziarie non basta.
“Non si può fermare un missile o un carro armato con un dollaro o con un euro”, ha avvertito Rutte. Il compito degli alleati sarà, quindi, trasformare rapidamente i nuovi stanziamenti in capacità militari operative, forze pronte al combattimento e una base industriale in grado di produrre più rapidamente munizioni, sistemi di difesa aerea, missili e piattaforme militari.
I ministri hanno quindi concordato un nuovo impulso alla cooperazione transatlantica nell’industria della difesa. L’obiettivo, come sottolineato dall’ex premier olandese, è aumentare la produzione su entrambe le sponde dell’Atlantico, favorendo innovazione e cooperazione industriale, ma anche riducendo le carenze che negli ultimi anni hanno limitato la capacità degli alleati di ricostituire le proprie scorte e sostenere l’Ucraina.
“NATO è e resterà sempre un’Alleanza transatlantica”, ha assicurato Rutte. L’equilibrio futuro dovrebbe però poggiare su un’Europa capace di spendere e produrre di più, mentre gli Stati Uniti concentrano una quota crescente delle proprie risorse su altre aree strategiche.
Rutte non lascia spazio all’illusione dell’Ucraina come membro NATO
La pressione americana sugli alleati
Durante la riunione e nelle battute scambiate con i giornalisti, Hegseth ha ribadito che Washington non intende più tollerare comportamenti da “free rider” da parte degli alleati che continuano a dipendere dalla protezione americana senza rispettare gli impegni sulla spesa militare. La revisione annunciata dagli Stati Uniti dovrebbe durare fino a sei mesi e includere consultazioni con il Congresso, che ha stabilito alcuni limiti alla possibilità dell’amministrazione di ridurre unilateralmente il numero dei militari americani presenti in Europa.
Il rappresentante statunitense ha inoltre collegato l’affidabilità degli alleati non soltanto alle risorse destinate alla difesa, ma anche alla loro disponibilità a sostenere operativamente Washington. Nel mirino sono finiti i Paesi che, durante la guerra con l’Iran, avrebbero negato agli Stati Uniti l’utilizzo di basi, infrastrutture o spazi aerei.
Gli Stati Uniti hanno comunque riaffermato durante la riunione il loro impegno nei confronti della NATO. In merito, Rutte ha insistito su questo punto, sostenendo che il riequilibrio non equivale a un abbandono dell’Europa, ma a una redistribuzione più equa degli oneri all’interno dell’Alleanza.
Il percorso, ha ammesso, non sarà privo di difficoltà. “Questa Alleanza sta attraversando una trasformazione epocale, probabilmente la più grande della sua storia”, ha affermato. “Sarà un percorso accidentato. Ci saranno dibattiti e discussioni, ed è un bene”.
La modernizzazione della deterrenza nucleare
La riunione ha riguardato anche la deterrenza nucleare. Gli alleati che partecipano al Nuclear Planning Group hanno concordato di proseguire la modernizzazione delle capacità nucleari della NATO, migliorando la pianificazione e adattando gli strumenti esistenti alle nuove minacce.
Rutte ha definito le capacità nucleari “la garanzia ultima della sicurezza alleata”, sottolineando che l’Alleanza dovrà mantenerle credibili, efficaci e adeguate all’evoluzione dello scenario internazionale. La decisione assume particolare rilievo mentre la Russia continua a fare ricorso alla retorica nucleare e gli alleati discutono come rafforzare la deterrenza europea in una fase di parziale riposizionamento americano.
A margine della ministeriale si è riunito anche il Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, con la partecipazione del presidente Volodymyr Zelensky. Rutte ha sostenuto che le forze ucraine stanno modificando le dinamiche sul campo di battaglia e infliggendo gravi perdite alla Russia, ma potranno continuare a farlo soltanto se gli alleati aumenteranno il sostegno.
Le necessità più urgenti riguardano ancora la difesa aerea, ma la NATO vuole discutere anche il sostegno di lungo periodo necessario a garantire che l’Ucraina resti “sovrana, libera e sicura”. Per Rutte, la sicurezza di Kyiv non è separabile da quella degli alleati.

